Soggetti:
Giudizio universale; Dio si fa carne; la coscienza collettiva si purifica e cresce; la materia prosegue il suo cammino verso lo spirito più rarefatto.

Sottofondo:
Rumori dalla mensa.

Ambiente:
Tempo nuvoloso, autunno, alberi con molte sfumature: giallo, rosso, marrone, verde chiaro e scuro; vento; primo pomeriggio.

 

14:45

Stiamo scrivendo da più parti del mondo, angoli diversi, usanze differenti, lingue miste. Lo so, sto parlando al plurale, ma potrei scrivere anche al singolare: sono io che sto esperimentando una dislocazione spaziale, ma non temporale, per avviare una consapevolezza di coscienza collettiva. Il mio io è tuo e anche di altri. Sono dieci minuti in cui non appartengo solo al mio corpo, ma alla nostra coscienza di esseri umani. Nulla può dividere la mia consapevolezza dalla tua. Affino i miei sentimenti, li sintonizzo al tuo aspetto, tu, che scrivi un tavolo più in là, scostato dal mio, tu senti che nell’aria c’è qualcosa di nuovo. La tua penna ricalca i miei pensieri, la mia, lascia affiorare i tuoi sentimenti. Io sono tu che scrivi, io sono quello che assapora il caffè che stai bevendo adesso mentre di nascosto sbirci nella mia direzione, mentre siedi e mangi attento la tua fetta di torta , mentre ti senti pago del tuo bel vestito blu, del tuo orologio sul polso da uomo fermo e forte. Io e te siamo specchi e soggetto, per un breve istante l’universo è fermo e ci guarda. La carne si fa spirito e diventa sottile e rarefatta.

14:55

Zurück zu Home