Amare, Amare se stessi, Amare gli altri
Ama il prossimo tuo come te stesso presuppone di amare innanzitutto noi stessi.
Sediamoci in silenzio, e iniziamo a osservare il nostro respiro. Non dobbiamo intraprendere niente. Basta un angolo abbastanza tranquillo, una sedia o una poltrona. Gli esperti sceglieranno una posizione atta alla meditazione. Facciamo solo attenzione al respiro che và e che viene. Chiudiamo gli occhi. Non occorre sforzarci perché il respiro funziona anche senza un atto di volontà. Restiamo in raccoglimento una decina di minuti. Quando ci sentiamo un poco più in quiete, volgiamo la nostra attenzione al tema attuale.
Osserviamo anzitutto il nostro "oggetto da amare" e cioè il "nostro corpo", il "nostro io", il "nostro spirito".
Cerchiamo di visualizzarci ad occhi chiusi l'immagine che abbiamo di noi. Come mi vedo? Riesco a vedermi chiaramente come se avessi davanti una mia fotografia? È un ritratto? Un particolare? È una foto sfuocata? Una sequenza cinematografica?
O si tratta piuttosto di una descrizione verbale? Un dialogo interiore?
Come mi sento?
Mi stimo? Non riesco a restare sul tema? Mi vengono cento idee e non riesco a vedere me stesso? Mi odio? Mi viene in mente un mucchio di altre persone che valgono più di me?
Che fare?
Visualizziamo un'immagine di come vorremmo essere.
O se siamo più portati al dialogo interiore, descriviamoci in maniera ideale, così come potremmo veramente amarci ed essere benamati dagli altri.
E soprattutto entriamo nei particolari. Possiamo ad esempio lavorare al nostro personaggio per un mese o due, come se stessimo lavorando per fare un film di noi stessi, sino a che saremo soddisfatti di come vorremmo essere per essere degni di amore e rispetto.
Ma soprattutto dovremmo arrivare a poter praticare ogni giorno e consapevolmente l'amore verso noi stessi.
Lo stesso metodo possiamo utilizzarlo nei confronti del nostro "prossimo", che non dovrà restare un qualcosa di astratto, ma molto concreto, con persone vere che conosciamo o con cui lavoriamo o viviamo assieme.