Guidare con piacere
Non ci crederete ma è possibile.
Ci procuriamo un vaso in ceramica o in plastica di piccola grandezza e lo riempiamo per tre quarti con sabbia fine, ad esempio quella che si usa nelle gabbie per gli uccellini (che non dovremmo tenere in prigione, perché loro non sono i colpevoli delle nostre disavventure).
Nel frattempo ci siamo procurati dei bastoncini d'incenso profumati. Qui bisogna naturalmente fare attenzione alla qualità e preferire quelli che non hanno profumi di origine sintetica. Io scelgo per l'occasione dei bastoncini con una miscela ayurvedica dal nome "Loban - Pushan" o Dio della forza vitale.
Infiliamo un bastoncino d'incenso nella sabbia, apriamo il finestrino di un paio di dita, accendiamo l'incenso e avviamo il motore. Naturalmente ci aspetta il solito stress di tutti i giorni, le frustrazioni del lunedì mattina, la maleducazione degli automobilisti più furbi e più bravi.
L'incenso ha già fatto sentire il suo profumo piacevole, e lo respiriamo consapevolmente.
Mentre guidiamo con attenzione, facciamo prima di tutto una specie d’inventario del nostro stato emotivo, fisico. Con sincerità cerchiamo di renderci conto se siamo tranquilli, nervosi o adirati. Abbiamo fretta e l'automobilista che ci sta davanti non vuole lasciarci passare. O siamo noi a non voler lasciarci sorpassare e premiamo sempre di più sull'acceleratore? Quanti chilometri abbiamo percorso e quanti dobbiamo farne ancora? Il nostro bastoncino d'incenso brucia lentamente con la stessa velocità, e non si lascia ingannare dall'acceleratore.
Respiriamone di tanto in tanto il profumo con la coscienza di essere in macchina, soli con noi stessi, con il nostro corpo fatto di carne, grassi, sangue, acqua, emozioni, speranze, dolori...
Cerchiamo di essere presenti e consapevoli dei nostri movimenti, delle persone che ci passano accanto, del nostro respiro, dell'ambiente che ci circonda....
Quando il bastoncino d'incenso sarà finito, facciamo una piccola sosta in un parcheggio e respiriamo a pieni polmoni e con gioia l'aria che ci accompagna giorno e notte nei nostri viaggi...
Variante II
Se vogliamo accrescere l'effetto ottenuto con l'attenzione e con la coscienza della nostra persona, delle nostre emozioni, delle nostre debolezze e forze possiamo alternare o combinare all'uso dell'incenso anche la musica e il canto. Personalmente preferisco i mantra. Quando medito in autostrada da Friburgo a Basilea, il mio contachilometri segna i centoquaranta. L'incenso e l'attenzione per la guida e per quello che sto facendo è minuziosa e precisa. Lo stereo mi accompagna dolcemente con dei bellissimi Mantra che ho trovato in una cassetta allegati a un libro di Rosanna Rizzi del 1994, dal titolo Mantra e Nada yoga, Edizioni Mediterranee che consiglio a chi voglia apprendere i mantra. Ebbene, la suddetta cassetta l'ho ascoltata almeno 200 volte andando in macchina, e molte volte canto a tutta voce soprattutto il favoloso Mantra dedicato a Siva: OM NAMAH SIVAYA*, "una divinità della Trimurti indiana". Naturalmente potremmo anche scegliere dei canti antichi o gregoriani, oppure delle canzoni di Fabrizio de Andrè. A ciascuno secondo i propri gusti.