LaStrada 1
Proprio come mi era stata descritta da quell’anziana signora cui avevo chiesto le indicazioni necessarie per arrivare al mio nuovo posto di lavoro. Dalla stazione ferroviaria, in cui ero arrivato con una buona ora di anticipo, un po’ per l’emozione o forse per la curiosità perché in questo quartiere non ci ero mai stato, dovetti camminare l’intero viale che mi si presentò di fronte all’uscita dalla biglietteria. Era un bel viale, maestosamente largo; a quell’ora di mattino presto il traffico era scarso e ordinato. Camminai lungo il marciapiede che divideva la strada in due parti, ricco di aiuole ben curate in cui vi spiccavano diversi tipi di arbusti e fiori. La terra battuta, chiara, con una leggera sfumatura rosso marrone definiva un selciato pulito e regolare, semplice ma maestoso allo stesso tempo. Pur facendo attenzione a dove mettevo i piedi, non evitai, però, di sporcare di polvere le mie scarpe nuove laccate in vernice nera e acquistate due giorni prima per l’occasione. Previdente com’ero, avevo portato uno straccetto per pulirle, casomai ce ne fosse stato bisogno, cosa che poi si rivelò provvidenziale.
Assaporavo la freschezza del mattino ben conscio che l’abitudine e il passar del tempo avrebbero appiattito quelle prime sensazioni piacevoli, il sentirmi vivo e sentire la vita scorrere in me. Alle mie spalle lasciavo anni tormentati e difficili, dovuti sia alla perdita di mia moglie morta troppo presto, ma anche e soprattutto le angherie subite sul posto di lavoro che mi costò poi una depressione con cui dovetti combattere alcuni anni.
La mia ultima occupazione risaliva a più di cinque anni fa e solo ora potevo farla riapparire nei miei ricordi, senza soccombere a una nuova crisi depressiva.
Nel frattempo ero arrivato alla fine del viale; dalla stazione a qui avevo contato ben tremiladuecentodiciassette passi e data la mia statura media, potevo presumere almeno una lunghezza di cinquanta centimetri a passo, quindi bastava che dividessi il totale dei passi per due, ottenendo così milleseicentootto metri, arrotondati per difetto.