Dopo l’annunciata morte di Dio, assistiamo alla scomparsa del silenzio.

 

Già annunciata fu la morte di Dio. Guccini ad esempio canta: “e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto, nelle auto prese a rate dio è morto, nei miti dell'estate dio è morto „.
“La gaia scienza ci dice come ciò forse è avvenuto: “Dove se n’è andato Dio – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini!”. Nel suo “Ogni parola è un seme, Susanna Tamaro affronta il germoglio delle parole, che è di per sé l’antitesi del silenzio. Il parlar troppo e a vanvera, ma ancor più lo svuotare le parole del loro contenuto, porta il silenzio all’agonia.

 

Il malessere della politica è riconducibile al fallimento del linguaggio, il quale a sua volta, è conseguenza di un distorto e millantatore uso della comunicazione mediale. Ciascun cittadino sa che a tutto ciò che verrà detto in campagna seguiranno ben altri fatti. Le promesse non verranno mantenute, i programmi si afflosceranno come ruote di bicicletta consumate e, oltretutto, le tasse continueranno ad essere evase quale fosse un gioco di società; il carovita lo dovranno affrontare i meno abbienti e i salari del personale dipendente cresceranno in maniera microscopica; al riguardo invece, i manager già strapagati, aumenteranno sempre più il proprio introito per meriti che essi stessi sapranno assegnarsi e che nessuno potrà verificare.

 

Alle parole non seguono i fatti e nella democrazia moderna la legge non è sempre uguale per tutti, ma dipende dalle forze e dalla capacità di manipolazione di una classe che usa a proprio vantaggio le risorse accumulate e lavorate da un popolo che viene sempre più privato dei canali e dei mezzi decisionali.

 

Ecco allora perché stiamo assistendo alla morte del silenzio. È nel silenzio della spudoratezza e della menzogna che può germogliare il nuovo. I programmi di partito risulteranno degni di comunicazione se alle parole seguiranno i fatti. Senza “giri di parole” dovranno spiegare cosa propongono, come ottenerlo, quando e da chi ci si aspetterà maggiori sacrifici.


Francesco Guccini

F. Nietzsche, La gaia scienza, aforisma 125

Susanna Tamaro, Ogni parola è un seme

 

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