la penombra s'alza dolcemente dai lati della strada

mentre cammino mollemente la lunga via

e davanti a me un tramonto che pare finto

un dipinto fatto da mani dilettanti

ma non prive di grazia

 

una grande cornice di legno intarsiato

unisce i quattro angoli dell'universo con sapiente armonia

e separa l'azzurro giorno trascorso dal lento e crescente rosseggiare

che il paco sole infonde col suo dondolio quieto e monotono

 

monotono

come quel tenue affacciarsi di un calore serale di quiete

di ombre e di rumori offuscati dal canto solitario

 

una voce di giovine seduto dinnanzi alla finestra

rapisce gli ultimi bagliori e i profumi di un giorno

che cerca il riposo nella lieve brezza dei campi

 

scorgo lontano una pallida e tremolante ombra che avanza

e lascia alle spalle un sole

ormai sceso in quell'universo remoto e dimenticato.

 

Con fare indeciso mi soffermo a carpire echi di sensazioni sconosciute

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